Largo Baracche

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Sabato 28 febbraio alle 20,30
Sottotitolazione digitale appositamente realizzata per le persone sorde
Audiodescrizione per le persone cieche

largo-baraccheLARGO BARACCHE 
di Gaetano Di Vaio
Soggetto e sceneggiatura: G. Di Vaio;
montaggio: Paco Centomani, Simona Infante;
fotografia: Salvatore Landi;
musiche: Fabio Gargano;
suono: Daniele Maraniello (presa diretta)
Con: Carmine Monaco, Giovanni Savio, Mariano Di Giovanni, Vittoria (Giuseppe) Schisano, Luca Monaco, Gennaro Masiello, Antonio De Vincenzo.

Produzione: Figlidelbronx, Minerva Film, Eskimo; in collaborazione con Rai Cinema.
(Italia 2013, col., durata: 70’)
Premio DOC/IT al Migliore Documentario Italiano alla IX Ed. del Festival Internazionale del Film di Roma 2014, Sezione ‘Prospettive Italia’.

Nei meandri di una Napoli decadente sorge Largo Baracche, cuore pulsante dei Quartieri Spagnoli. Nell’incrocio di questi antichi vicoli, il regista Gaetano Di Vaio scruta e segue le vite di sette ragazzi. Con un tocco delicato, la macchina da presa ci mostra esistenze differenti, ognuna alle prese con il proprio passato, sogni ed avversità. C’è chi deve fare i conti con la propria appartenenza, perché figlio di un boss “che ha dato le dimissioni”, chi cerca di arrivare a fine mese improvvisandosi parcheggiatore abusivo, chi crede ancora nelle istituzioni – soprattutto quella scolastica – e chi punta il dito contro la borghesia benpensante. Quelle di Carmine, Gianni, Mariano, Giuseppe, Luca, Gennaro ed Antonio sono vite dissestate, destinate ad incontrarsi per costruire e costruirsi un’alternativa, una via d’uscita. I giovani, infatti, formano insieme una “batteria”. Non una di quelle che, parafrasando il linguaggio camorristico, “vanno a fare il morto”. No, la loro si potrebbe quasi definire “una batteria del bene”. Si uniscono per affrontare insieme difficoltà, disillusioni, pregiudizi e contrastare quella malavita che distrugge ed opprime la città ed il paese intero.
Attraverso i loro occhi e le loro parole, l’autore ci mostra la voglia di riscatto e di credere ad un futuro diverso da quello che sembra già cucito addosso a chi nasce nei Quartieri Spagnoli. La forza e il coraggio di poter sognare, persino per coloro che sono cresciuti in un luogo in cui “le opportunità sono eccezioni”, in cui fin dalla nascita incombe una condanna sulle proprie spalle.

 

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